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GESTO TECNICO E COMPORTAMENTO TATTICO: ANALISI E ORIGINE

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A tutti noi capita di vedere il gesto tecnico dei nostri campioni del cuore che sul campo di gioco esprimano tutta la loro creatività, la loro forza fisica e, aggiungo, un comportamento esemplare. A tal proposito mi viene in mente, per rimanere sui campioni di casa nostra, quel grande giocatore che è Andrea Pirlo; tecnica sopraffina e una grande intelligenza tattica sono le caratteristiche salienti del talento bresciano che funge da esempio per i nostri giovani. Ritornando all’argomento trattato, che non è slegato al campione menzionato, ti chiedo:

Dove ha origine il gesto tecnico e il comportamento tattico dei calciatori?

Prima di rispondere è utile una premessa. Qualsiasi gesto motorio di un giocatore, funzionale a dare risposte tecniche o tattiche in un determinato momento di gioco, è l’unica parte visibile di una elaborazione che è in realtà molto complessa e che ha origine nel:

SISTEMA NERVOSO CENTRALE (S.N.C.)

SISTEMA NERVOSO PERIFERICO (S.N.C.)

SISTEMI SENSO PERCETTIVI

Prima di andare a vedere le fasi nelle quali prende vita il gesto motorio vediamo insieme questo video

Quali sono dunque le fasi che originano l’azione motoria del giocatore?

SISTEMA SENSO PERCETTIVO – (SNC E SNP)
ELABORAZIONE DEI DATI E CONFRONTO CON IL VISSUTO MOTORIO PRECEDENTE (SNC)
DECISIONE VOLONTARIA (SNC)
CIÒ CHE È IL RISULTATO DELL’AZIONE MOTORIA (APPARATO NEURO MUSCOLARE)
CAPACITÀ COORDINATIVE (SNC E SNP)

Vedendo giocare Andrea Pirlo ho una chiara idea di che cosa sono le fasi che danno origine all’azione motoria di un calciatore!

La percezione è il risultato di una decodificazione-elaborazione di uno o più stimoli sensorialiprovenienti dall’ambiente esterno che avviene nelle aree cerebrali attraverso gli analizzatori (acustico, cinestetico, labirintico, ottico e tattile); analisi e scelta sono le fasi seguenti dove il calciatore è chiamato, prima ad elaborare la situazione di gioco e metterla a confronto con situazioni analoghe vissute in precedenza, poi a decidere quale risposta dare in termini pratici; l’azione è la risposta visibile, è quello che avviene grazie alle capacità coordinative che permettono di controllare e organizzare il gesto motorio (tecnico) in relazione all’obiettivo da raggiungere.

Questo breve articolo corredato dalla menzione di un vero talento come Andrea Pirlo vuole porre l’attenzione sulle metodiche dell’allenamento che, troppo spesso, sono impostate solo sull’esecuzione ripetitiva dei gesti. Il gioco del calcio richiede invece elevate capacità percettive ed è per questo che i ragazzi devono essere coinvolti a livello cognitivo e decisionale; devono essere adeguatamente stimolati per dare lettura delle situazioni di gioco e dare adeguate risposte. Stimolando questo processo possiamo ottenere ampi margini di miglioramento in termini di efficacia prestativa. La psicocinetica ci viene in aiuto. La psicocinetica è la scienza che studia i rapporti tra il corpo fisico (spazio) e la mente (psiche), è tramite questa metodologia che il giovane calciatore è allenato a modificare nel minor tempo possibile un comportamento in funzione di una situazione mutevole e che richiede risposte motorie e psichiche sempre nuove.

Roberto Nencini